Orientarsi con
le costellazioni
Orientarsi significa letteralmente “trovare l’oriente”,
ovvero individuare la zona dell’orizzonte da cui sorge il Sole, identificata
con il punto cardinale Est.
Una volta trovato l’Est, tenendolo alla propria
destra, davanti a noi avremo il Nord, a sinistra l’Ovest e, infine, dietro di
noi il Sud.
Mentre di giorno non è quindi difficile stabilire almeno
con una certa approssimazione la posizione dei quattro punti cardinali (ma
attenzione: il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest
soltanto in occasione degli equinozi di primavera ed autunno), di notte occorre
riferirsi alle stelle ed alla loro disposizione in cielo.
Fortunatamente, per
gli osservatori dell’emisfero boreale il Polo Nord Celeste è facilmente
individuabile per la presenza a meno di 1° di separazione angolare da esso di
una stella abbastanza luminosa, chiamata per questo motivo Stella Polare.
Trovata la
Stella Polare, il punto cardinale Nord è esattamente in quella direzione
(azimut) e non sarà difficile, ponendosi di fronte ad esso, individuare le
altre direzioni come descritto poco sopra.
Ma come fare ad individuare la Stella Polare? Alle nostre
latitudini, l’asterismo del Grande Carro, ovvero le sette stelle più luminose
della costellazione dell’Orsa Maggiore, è circumpolare.
Questo significa che
non tramonta mai ed è pertanto visibile in ogni stagione sopra l’orizzonte.
Facilmente riconoscibile per la forma e per la luminosità delle stelle, può
essere proficuamente utilizzato per iniziare ad orientarsi e a riconoscere le
costellazioni.
Prolungando infatti per cinque volte la distanza che separa le
due stelle poste all’estremità del carro opposta al timone (la “coda”
dell’orsa) – a UMa e b UMa, che hanno rispettivamente nomi arabi
Dubhe e Merak – lungo la direzione che va dalla seconda alla prima si trova
proprio la Stella Polare.
Per questo motivo, le due stelle del Grande Carro
sono dette “puntatori”.
Una volta trovato il nord con il Grande Carro e quindi
orientatisi, con l’aiuto di mappe
stagionali o di un atlante del cielo,
non è difficile identificare almeno le costellazioni con le stelle più
brillanti.
Il “trucco” da impiegare è sempre lo stesso: sfruttare gli
allineamenti fra le stelle per individuare in cielo altre direzioni lungo le
quali si possano trovare nuove stelle e costellazioni da riconoscere.
Dopo poco
tempo, il cielo stellato non avrà più alcun segreto per noi, e trovare in
estate il “Triangolo estivo” formato dalle stelle Vega, Deneb e Altair, oppure
in inverno individuare l’incredibile allineamento che parte dalla stella Sirio
e, attraverso la “cintura di Orione” e Aldebaran, punta diretto all’ammasso
delle Pleiadi sarà sempre più semplice e divertente.