L'osservazione del cielo

dr.Emiliano Ricci   | e.ricci@PalomarWeb.com

Osservare il cielo non è una cosa che si può improvvisare.
Possedere un telescopio è solo il primo passo, certamente importante, lungo la strada che ci porta a scoprire le incredibili meraviglie del firmamento.
Ma occorre impare ad usarlo, a puntarlo verso gli oggetti che vogliamo osservare, ma, soprattutto, occorre imparare ad osservare.

Prima di tutto è necessario orientarsi: sapere in che direzione è il nord, trovare la Stella Polare, riconoscere le principali costellazioni.
Poi è necessario posizionare il telescopio e sistemarlo al meglio.
Adesso possiamo puntarlo verso il primo oggetto che decidiamo di osservare.
Per questo possono venirci in aiuto un atlante del cielo o un semplice astrolabio, che abbiamo avuto la cura di portarci dietro dopo avere appreso come leggerli ed interpretarli.

L'occhio è uno strumento sensibilissimo, ma non è capace di integrare la luce che riceve, ovvero lo stimolo luminoso viene subito trasmesso al cervello per essere decodificato.
Esistono però anche altri metodi per raccogliere la luce proveniente dalle stelle e fissarla.
Una fotografia, per esempio, oppure un'immagine raccolta attraverso un CCD: tecniche ormai usatissime anche a livello amatoriale per ottenere immagini spettacolari e talvolta anche di interesse scientifico.

Ma sopra di noi, prima di incontrare il cielo notturno, abbiamo una "coperta di aria", la nostra atmosfera, che, come noto, può disturbare e anche molto le nostre osservazioni.
Osservare il cielo significa anche programmare le osservazioni, affinché queste ci diano la massima soddisfazione.
Quindi attenzione anche al tempo meteorologico ed alle condizioni climatiche con le quali ci si appresta all'osservazione.

Un'ultima raccomandazione, infine: registrate sempre tutto quello che osservate.
Conservate con cura un "libro delle osservazioni" ed appuntatevi tutto quello che vedrete con il vostro telescopio notte dopo notte.
Rappresenta la testimonianza e la splendida memoria delle notti trascorse al freddo ad osservare il passaggio di una cometa o a fotografare una nebulosa.

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