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Cosa è un telescopio

La vista è, fra i cinque sensi, quello maggiormente impiegato e l’occhio, ossia l’organo sensoriale della vista, uno strumento continuamente sottoposto a stimoli (a parte, ovviamente, quando stiamo a occhi chiusi), che sono naturalmente di carattere luminoso. Il mondo che ci circonda è, soprattutto, un universo di luci e colori e l’immagine che ne abbiamo è, soprattutto, quella che di esso ci forniscono i nostri occhi. Questo vale ancora di più per lo studio di corpi lontani, per i quali la luce che da essi proviene è in pratica l’unica fonte di conoscenza delle loro caratteristiche.

La natura ci ha dotati di uno strumento eccezionale, capace di distinguere fra infinite tonalità di colore, di percepire il movimento anche in condizioni di bassissima illuminazione, di vedere a fuoco oggetti vicini e lontani nello stesso tempo. Ma anche il nostro occhio ha capacità limitate: per questo motivo nel corso dei secoli gli scienziati hanno inventato degli strumenti che permettessero di superare questi limiti, in particolare di visione di oggetti piccolissimi o lontanissimi (e quindi debolissimi come luminosità). E lo hanno fatto cercando inizialmente di replicare le caratteristiche costruttive dell’occhio.

Il telescopio è uno strumento ottico utilizzato in astronomia per l’osservazione dei corpi celesti ed il cui funzionamento si basa sui principi dell’ottica geometrica, ossia sui fenomeni di rifrazione e riflessione. La sua invenzione è dovuta all’olandese Hans Lippershey che nel 1609 ne realizzò un modello rudimentale. Solo alcuni mesi dopo, Galileo Galilei, avutane notizia, costruì il primo vero telescopio per uso astronomico.

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