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Diametro dell’obiettivo (Apertura)

Il diametro dell’obiettivo, sia esso costituito da un sistema di lenti o da uno specchio, è la prima caratteristica da valutare, tenendo conto della semplice regola che maggiore è il diametro dell’obiettivo, maggiore è la quantità di luce che il telescopio raccoglie, per cui maggiore sarà la quantità di oggetti che riusciremo a osservare. Più luce infatti raccogliamo, meglio siamo in grado di osservare oggetti più deboli, ossia meno luminosi. Imparare ad osservare però non è cosa facile, e non pensiamo di risolvere ogni eventuale problema affidandoci allo strumento più potente ed accessoriato in commercio. Come per l’acquisto di un’automobile, generalmente è bene procedere per gradi, cominciando con strumenti di diametro non eccessivo per poi passare, sulla base delle mutate esigenze di osservazione e di una maturità raggiunta sul campo, a telescopi con diametri più impegnativi.

Il diametro di un telescopio, noto tecnicamente anche con il termine di apertura dello strumento, viene indicato generalmente in millimetri (mm) o centimetri (cm), ma non è raro, anzi è frequentissimo – soprattutto nelle pubblicazioni anglosassoni – trovarlo indicato in pollici (simbolo , termine inglese inch). Per praticare la conversione basta sapere che un pollice equivale a 2,54 cm. Un telescopio con un’apertura di 8” ha un diametro di 20 cm, la classica apertura di 114 mm è equivalente a 4,5”.

La quantità di luce raccolta da un telescopio è direttamente proporzionale alla superficie incidente dell’obiettivo e quindi al quadrato del suo diametro. Un telescopio con obiettivo di apertura doppia rispetto ad un altro, avrà una capacità di raccolta della luce quattro volte maggiore.

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