Montatura equatoriale
Completamente diverso è il discorso per l’altro tipo di montatura, quella equatoriale, che è invece di uso tipicamente astronomico. In questa montatura, uno degli assi principali, detto asse polare, è posto parallelamente all’asse di rotazione terrestre in modo che, una volta puntato un oggetto celeste, per seguirlo nel suo movimento da est verso ovest occorre soltanto ruotare lo strumento attorno a questo asse, muovendolo esattamente alla stessa velocità angolare della Terra (ovviamente in senso contrario). Per questo motivo la montatura equatoriale è spesso motorizzata, visto che in linea di principio occorre dotare di un motore solamente un movimento e non entrambi, come dovrebbe invece essere fatto per quella altazimutale.
Naturalmente, perché l’inseguimento motorizzato o manuale dell’oggetto osservato sia possibile, occorre che il telescopio sia perfettamente in postazione, cioè che l’asse polare sia puntato esattamente verso il polo nord celeste e quindi parallelo all’asse di rotazione del nostro pianeta (la procedura si chiama “messa in polo”).
Sui manuali astronomici e gli atlanti stellari, gli oggetti celesti vengono sempre identificati attraverso le loro coordinate equatoriali di ascensione retta e declinazione. Così, una buona montatura equatoriale ben allineata può permettere di individuare un oggetto in cielo usando semplicemente i cerchi graduati, cosa invece assolutamente impossibile con le montature altazimutali, a meno che queste ultime non abbiano i movimenti di entrambi gli assi interamente controllati da un computer.